Quindici ragazzi di Fátima, Portogallo, con i loro accompagnatori, sono stati ad agosto nell’isola di Madeira per un’intensa esperienza di spiritualità di gruppo.
Ci sono viaggi che vanno ben oltre il semplice prendere un aereo o percorrere chilometri. Sono momenti di incontro, scoperta e cammino, in cui si compiono passi spirituali, ma anche personali.
Il nostro viaggio a Madeira (una regione autonoma del Portogallo, arcipelago formato da quattro isole al largo della costa Nord occidentale dell’Africa, ndr), per vivere il Giubileo come gruppo di giovani Pro-Voca della Consolata di Fátima è stato proprio questo: una vera avventura di fede che ha portato gioia e ci ha avvicinato a Dio e gli uni agli altri.
Fin dal primo giorno, ho capito che questa esperienza era speciale. Madeira ci ha accolto a braccia aperte, con i suoi paesaggi mozzafiato e, soprattutto, con la cordialità della sua gente.
Ogni incontro è stato incentrato su sorrisi e un’accoglienza incredibile che ci ha fatto sentire a casa. Ma ciò che ci ha davvero spinto è stato il desiderio di visitare le chiese giubilari e, in modo concreto, sperimentare la misericordia e la gioia del Signore.
Uno dei momenti spiritualmente più significativi è stato un incontro di preghiera e riflessione con i giovani di Calheta che stavano per ricevere il sacramento della Cresima. Quella notte è stata indimenticabile. Tra canti, momenti di silenzio e preghiera, abbiamo condiviso la fiamma che ognuno porta nel cuore. In quel momento, non eravamo gruppi distinti; eravamo una famiglia unita nella fede, riunita attorno a Cristo.
Vedere quei volti illuminati di luce e speranza mi ha riempito di pace e gratitudine. Era come se Dio ci ricordasse che ognuno di noi ha un fuoco interiore che deve essere alimentato e condiviso.
Anche l’esperienza comunitaria con il nostro gruppo Pro-voca è stata molto arricchente. In quei giorni siamo diventati più uniti, imparando ad ascoltare, a sostenerci e a scoprire insieme il cammino della vocazione. Ogni conversazione, risata e momento di silenzio sono diventati un invito ad approfondire l’amicizia e a riconoscere la presenza di Dio tra noi.
Ho sentito che non eravamo soli: la vocazione è sempre un cammino condiviso.
Naturalmente, il viaggio non è stato solo preghiera; abbiamo anche avuto l’opportunità di ammirare e godere delle meraviglie dell’isola. Abbiamo visitato le piscine naturali di Porto Moniz, dove la bellezza del creato ci ha fatto lodare il Creatore. Siamo saliti sul Pico do Areeiro per vedere l’alba, uno spettacolo che sembrava un dono di Dio solo per noi. Abbiamo raggiunto Pico Ruivo, il punto più alto di Madeira, e la difficoltà della salita è diventata una metafora della vita cristiana: solo con impegno, perseveranza e sostegno reciproco possiamo andare oltre. Abbiamo costeggiato spiagge meravigliose e, a ogni tappa, abbiamo sentito che il creato è un riflesso della bontà divina.
Tuttavia, al centro di tutto c’erano sempre le chiese del Giubileo. Passando davanti a ciascuna di esse, ho compreso meglio il significato del Giubileo: rinnovare il cuore, lasciare alle spalle ciò che ci appesantisce e fare spazio alla gioia di Dio. Ogni chiesa che abbiamo visitato era più di un edificio in pietra; era un incontro spirituale, uno spazio di riconciliazione e grazia.
In questo cammino, non ho potuto fare a meno di ricordare le parole di San Giuseppe Allamano, fondatore dei Missionari della Consolata: “Prima Santi, poi Missionari”. Santi e Missionari: questo dobbiamo essere! Ho sentito che lo spirito del nostro fondatore ci accompagnava in ogni passo del cammino. Sognava giovani appassionati di Cristo, capaci di vivere con gioia, pregare insieme, sostenersi a vicenda e intraprendere la missione. È esattamente ciò che ho sperimentato a Madeira: una fede viva, condivisa e coltivata in comunità. Come ci invita l’Allamano, ho capito che la santità e la missione non sono realtà lontane, ma iniziano nei piccoli gesti, nel sorriso offerto, in una spalla amica, nella preghiera condivisa e nel cammino che percorriamo insieme.
Al mio ritorno, porto nel cuore una gioia immensa. Sono profondamente grata per essere stata accolta così calorosamente, per aver vissuto esperienze che custodirò per sempre e, soprattutto, per aver rafforzato legami di amicizia che mi accompagneranno per tutta la vita. Più che paesaggi o ricordi, porto con me la certezza che Dio ci chiama sempre a vivere in comunione, a condividere la fiamma che arde dentro di noi e a seguire, con fiducia, il cammino della vocazione.
Questo viaggio a Madeira è stato un vero Giubileo di grazia. Un tempo per fermarsi, pregare, contemplare, ridere e sognare. Un momento in cui ho capito che la fede è giovane, che la Chiesa è viva e che la vocazione è un’avventura sempre aperta.
In definitiva, è stato un invito di Dio – e un’eco della voce di José Allamano – a continuare a camminare con Lui, con gioia, speranza e cuore aperto.
Rita Prazeres
Rita Prazeres
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