Ecco il primo di tre schemi di incontro per accompagnare gruppi giovanili sull’esortazione apostolica «Dilexi te» di papa Leone XIV dedicata al tema dei poveri.
Tema: l’incontro con i poveri cambia il modo di vedere il mondo.
Obiettivo: Aiutare i giovani a scoprire che l’amore di Dio si manifesta in modo particolare nei poveri e che l’incontro con loro è un luogo privilegiato di incontro con Cristo.
Durata dell’incontro: 90 minuti.
Destinatari: dai 15 anni in su.
Materiale: una serie di immagini; pc e proiettore per il video; cartelli per il gioco del barometro; candela; accendino.
L’Esortazione apostolica «Dilexi te» (Dt) è la prima di papa Leone XIV, firmata il 4 ottobre 2025, festa di San Francesco d’Assisi. Si apre con le parole semplici ma molto profonde di Apocalisse 3,9: «Ti ho amato».
Con questa frase il Signore si rivolge a una comunità fragile, senza prestigio né potere, eppure guardata con amore da Dio che la invita a non scoraggiarsi.
Nel primo paragrafo dell’esortazione, il papa ricorda che questo sguardo di Dio attraversa tutta la Bibbia. È lo stesso sguardo che troviamo nel canto di Maria: «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili» (Lc 1,52).
Fin dalle prime righe, Leone XIV vuole mostrare qualcosa di sorprendente: Dio guarda la storia partendo dagli ultimi.
Per questo vogliamo lasciarci provocare dalla seguente domanda: chi sono i poveri oggi?
I volti della povertà
L’animatore, dopo l’introduzione che inquadra il tema dell’incontro, dispone sul pavimento, in mezzo ai ragazzi, diverse immagini che rappresentano situazioni e tipologie differenti di povertà. Invita i partecipanti a osservarle in silenzio e, dopo qualche minuto, chiede a ciascuno di sceglierne una che rappresenti, secondo lui, la povertà oggi.
Ogni partecipante condivide brevemente:
- cosa vede nella foto
- perché l’ha scelta
- quale emozione suscita.
L’animatore conclude leggendo Deuteronomio 9 oppure invitando un giovane a farlo.
Questo brano dell’esortazione ci ricorda che la povertà non ha un solo volto. Ne esistono molte forme: materiale, sociale, culturale, spirituale. Ci sono persone che non hanno i beni essenziali, ma anche persone che non hanno voce, diritti o possibilità di esprimere la propria dignità.
La Parola illumina
Per continuare la riflessione, leggiamo un brano di Esodo (3,7): «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido».
Dio non è indifferente davanti alla sofferenza. Egli vede, ascolta e si lascia toccare dal dolore degli uomini.
La «Dilexi te», al numero 8, riprende proprio questa immagine quando ricorda che il grido dei poveri attraversa tutta la storia e continua a interrogare anche la nostra vita.
L’animatore mostra il video «Condivisione della vita – Mission della Comunità missionaria di Villaregia a Bologna», reperibile sul canale Youtube «Comunità missionaria di Villaregia», che racconta l’esperienza dell’accoglienza dei migranti e il servizio di strada.
La testimonianze di chi si spende per i poveri aiuta a capire che le parole del Vangelo e della «Dilexi te» non sono solo teoria, ma vita concreta di tante persone.
Dopo il video, l’animatore lascia qualche minuto di riflessione sulle seguenti domande:
- Cosa ti ha colpito di più?
- Quale volto o situazione ti è rimasto nel cuore?
Come la penso?
Per favorire il confronto, l’animatore propone una dinamica di posizionamento nello spazio: il barometro.
Da una parte della stanza si colloca un cartello con la scritta «D’accordo», dall’altra «Non d’accordo».
L’animatore legge alcune frasi, e i partecipanti si posizionano a seconda della loro opinione.
Ecco alcuni suggerimenti di frasi:
- I poveri non c’entrano con la mia vita.
- Anche nei Paesi ricchi esiste vera povertà.
- Chi è povero è responsabile della sua situazione.
- Incontrare i poveri può cambiare in meglio la mia vita.
- La nostra società non vede e non aiuta chi è nel bisogno.
- È inutile fermarsi ad ascoltare una persona che vive in strada.
- Basterebbe che i poveri avessero voglia di lavorare.
- I poveri hanno qualcosa da insegnarci.
- La povertà non è solo quella economica.
Dopo ogni affermazione, l’animatore invita chi lo desidera a condividere il motivo della propria posizione.
Questo momento aiuta a far emergere idee, dubbi e pregiudizi che spesso influenzano il nostro modo di guardare la povertà. Dopo aver ascoltato le varie opinioni, anche di chi rimane in mezzo, l’animatore chiede chi vuole spostarsi e perché.
A questo punto si può leggere Deuteronomio 14, dove il Papa ricorda che la povertà non è semplicemente il risultato della mancanza di meriti personali, ma spesso di situazioni di ingiustizia o fragilità.
Il grido dei poveri
Dopo il confronto, l’animatore domanda: «Qual è il grido dei poveri oggi?». E ascolta le opinioni dei ragazzi, mettendole poi in relazione con le parole del Papa, il quale ricorda che questo grido interpella non solo la società e la politica, ma anche la Chiesa e ciascuno di noi.
Ascoltare il grido dei poveri significa lasciarsi toccare dalla loro realtà e imparare a vedere il mondo con uno sguardo più attento e compassionevole.
Condivisione e preghiera finale
Alla fine, l’animatore invita i partecipanti a condividere ancora alcune riflessioni:
- Quale volto della povertà mi ha colpito di più oggi?
- Questo incontro mi ha fatto scoprire qualcosa di nuovo?
- In che modo possiamo essere più attenti alle persone che vivono situazioni di difficoltà?
Per concludere l’incontro, invita tutti a un breve momento di silenzio.
Al centro della stanza viene posta una candela accesa.
Ognuno è invitato a pensare a una persona fragile o povera che ha incontrato nella propria vita o che vede nella propria città e a pregare per lei.
Dopo un momento di raccoglimento, l’animatore guida una breve preghiera: «Signore, Tu che ascolti il grido dei poveri e conosci le sofferenze di ogni uomo, apri i nostri occhi perché sappiamo riconoscere chi ha bisogno di noi.
Liberaci dall’indifferenza e insegnaci a guardare il mondo con il tuo stesso amore.
Fa’ che possiamo incontrarti nei volti di chi è più fragile e imparare da loro la semplicità del Vangelo. Amen».
Gonzalo Salcedo
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Gonzalo Salcedo
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