L’ho visto lì, appeso al legno. Spogliato di ogni cosa. Persino della vita.
Povero, come me.
Ho visto anche te in quei paraggi.
Te, che lo hai seguito per la Palestina e hai ascoltato le sue parole e assistito ai suoi prodigi. E che, soprattutto, lo hai avuto con te.
Ora mi offri un pasto, un panno per coprirmi, una parola di conforto.
Ti sei impresso nel cuore quel momento in cui, due giorni prima che lo catturassero, aveva detto «i poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete» (Mc 14,7).
Io ero presente anche quel giorno, nella casa di Simone. Uno dei poveri di cui parlava Gesù. Ma tu non mi avevi riconosciuto finché non mi ha riconosciuto Lui.
Ti dirò di più: forse non avevi ancora riconosciuto nemmeno Lui, finché non l’hai visto inerme sul Golgota. E poi vivo. Risuscitato e povero, come noi.
Ora ti voglio dire una parola: hai riconosciuto me; hai riconosciuto Lui. È tempo di riconoscere anche te.
Riconosciti povero.
Non avrai più nostalgia di quando lo avevi con te.
Non sei più tu ad averlo. È Lui che è con te. Tutti i giorni. Fino alla fine del mondo.
Invitati a riconoscere i poveri e il Signore in loro, e noi stessi poveri,
buona estate missionaria
da Amico
Luca Lorusso
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