Essere motivo di gioia

Semplicità e vita felice

Tre giovani polacche hanno vissuto durante la scorsa estate un mese di missione, servizio e conoscenza in Etiopia.

La missione di quest’anno della Fondazione Dzieło na Misji (Opere missionarie) si è svolta in Etiopia, nella città di Hawassa.
Le volontarie Ania Lehman, Daniela Kosińska e Magdalena Kwiatkowska hanno collaborato con la fondazione Barkot Dzieci Ulicy (Bambini di strada). Le attività intraprese consistevano nella conduzione di blocchi educativi.
Si trattava di lezioni di inglese, matematica, arte e sport.

Durante il loro soggiorno di un mese hanno anche partecipato all’organizzazione di un campo estivo per circa 200 bambini e ragazzi provenienti dalle famiglie più povere.
Lì hanno inoltre avuto la possibilità di effettuare la fluorizzazione dei denti dei ragazzi e di tenere laboratori sulla realizzazione di rosari.

Gli etiopi parlano in amarico e, a livello locale, nella lingua etnica sidama. “Imparare la lingua è stata una sfida per noi, perché l’amarico non è una facile. Tuttavia, i timori legati alle possibili difficoltà di comunicazione si sono rivelati inutili. I bambini erano apertamente disponibili nei nostri confronti e verso tutto ciò che avevamo preparato per loro. Questo ci ha permesso di costruire un legame.
I laboratori creativi e di integrazione sono stati un’occasione per conoscerci meglio. Ai bambini sono piaciuti molto, e ogni volta non vedevano l’ora che arrivasse la prossima lezione.

Questo periodo ha dimostrato che la barriera linguistica non esiste e che per costruire un rapporto con un’altra persona bastano la volontà, la cordialità e un cuore aperto.

Gli etiopi sono un popolo molto credente. La stragrande maggioranza della popolazione è cristiana, con una predominanza della Chiesa ortodossa, mentre il cattolicesimo e il protestantesimo sono minoritari. Una piccola parte della popolazione professa anchec redenze tribali tradizionali. “Ciò che ha attirato la nostra attenzione è stata la loro attenzione verso gli altri, l’osservazione e l’aiuto disinteressato e immediato nelle attività quotidiane. Sono molto gentili gli uni con gli altri. Vivono solitamente in famiglie numerose, il che dimostra magnificamente come riescano a vivere in comunità. Insieme preparano il cibo, si siedono a tavola e mostrano gratitudine attraverso una preghiera comune prima di ogni pasto.
È stata una grande sorpresa per noi notarlo nei luoghi pubblici, nei ristoranti.

Nella città in cui vivevamo c’erano molte persone che mendicavano e che vivono così ogni giorno. Si tratta principalmente di bambini, madri con bambini e persone con disabilità. I bambini sono i più numerosi, in particolare i maschi. Abbandonano la scuola e trascorrono intere giornate per strada. Questo stile di vita si rivela per loro un modo per mantenere la famiglia. Alcuni non hanno altra scelta, perché nascono e crescono in un ambiente di strada. I bambini erano in grado di camminare per lunghi tratti accanto a noi e chiedere insistentemente dei soldi. Il diverso colore della nostra pelle raddoppiava l’interesse nei nostri confronti.

Una delle situazioni che abbiamo vissuto ci ha mostrato quanto grande sia il problema della fame e dell’impossibilità di acquistare cibo. I bambini ci hanno strappato dalle mani i dolci comprati in panetteria e hanno iniziato a picchiarsi in mezzo alla strada per averli, senza prestare attenzione ai veicoli in transito.

Abbiamo notato differenze di comportamento tra i bambini che vivono per strada e queli che che vivono nel centro e frequentano le lezioni aperte. Nel centro imparano a prendersi cura gli uni degli altri, ad assumersi le proprie responsabilità e comprendono l’importanza dell’istruzione. Apprezzano ciò che ricevono. Abbiamo stabilito molto rapidamente un contatto con loro e abbiamo conquistato la loro fiducia.

I bambini che frequentano le lezioni aperte spesso non sanno che giorno della settimana è. I materiali che abbiamo utilizzato per le lezioni, come la carta velina o la plastilina, erano qualcosa di nuovo per loro. Non sapevano a cosa servissero e cosa si potesse fare con essi. A volte volevano più di quello che gli davamo. Erano bambini pieni di energia ed espressività. Litigavano tra loro, si spingevano o si picchiavano. Mostravano le loro emozioni e i loro sentimenti nel modo più semplice possibile.

Il soggiorno in Etiopia è stato per noi un’esperienza incredibile e rimarrà per sempre nei nostri cuori. L’esperienza missionaria ci ha permesso di apprezzare le condizioni di vita europee e le opportunità che abbiamo.
Grazie alla convivenza con i bambini e alle visite nelle case di diverse famiglie, abbiamo potuto conoscere la cultura del Paese e la qualità della vita degli etiopi.
L’aiuto diretto ci ha fatto capire quanto possiamo fare e quale impatto abbiamo sul nostro ambiente. La missione ci ha insegnato che basta poco per diventare motivo di gioia per qualcuno. La semplicità con cui vivono ci ha mostrato qual è il fondamento di una vita felice.

Daniela Kosińska

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Daniela Kosinska

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