Giacomo, Bea, Giulia, Saba, don Mirco e Daniela hanno fatto esperienza di missione sulle strade polverose della Costa d’Avorio tra il 27 dicembre e l’11 gennaio scorsi.
Hanno scritto, e pubblicato sui social, un diario collettivo, chiamato «Kòlogì» («strada», nella lingua locale senari), nato dal desiderio di condividere il cammino che facevano man mano, seguendo i passi di padre Matteo Pettinari, giovane e infaticabile missionario della Consolata originario della diocesi di Senigallia, deceduto due anni fa per un incidente stradale in missione.
Un diario spirituale che tiene legate la Chiesa ivoriana e quella italiana.
Corse instancabili (don Mirco) – 27.12.2025
È iniziata la nostra esperienza missionaria. Nel Vangelo di oggi abbiamo contemplato Giovanni mentre corre per cercare l’Amato: non lo troverà più tra i morti, ma tra i viventi.
Con questo desiderio e questa attesa, cominciamo il viaggio notturno in jeep che ci porterà a Nord, a Marandallah.
Nelle corse instancabili e nei battiti veloci di un cuore innamorato, ricordiamo il nostro amico padre Matteo che sentiamo vicino e vivente anche lui in Cristo.
L’imprevisto accolto (Beatrice) – 28.12.2025
Oggi, percorrendo le prime strade in terra rossa, gli occhi e il cuore hanno potuto toccare villaggi che trasmettono molta vita, di quella vera, umile, fatta di poco, eppure di tutto. E forse se non avessimo accolto uno dei nostri primi imprevisti (nessuna valigia è arrivata!) avremmo viaggiato troppo pesanti di fronte a tanta umiltà.
Lasciare, accogliere, affidarsi alla provvidenza sono le parole giuste per questa giornata.
Un tempo di grazia arricchito, iniziato con la prima messa ivoriana a Bouaké e terminato la serata con la comunità dei padri della Consolata a Marandallah. Qui abbiamo potuto vivere la prima accoglienza ivoriana, fatta di bicchieri d’acqua e nouvelles, preghiera, docce e cena conviviale. Ringraziamo il Signore, bonne nuit!
I piani di Dio sono diversi, ma più belli (Saba) – 29.12.2025
A Marandallah abbiamo visitato «le jardin de l’amitié» (il giardino dell’amicizia, un luogo per il dialogo interreligioso, le celebrazioni e per momenti di aggregazione per tutti gli abitanti del villaggio, ndr), che ci ha «aperto» alla giornata con la sua bellissima storia che racconta di come, da un momento difficile, possa nascere amore, da una porta chiusa, se ne possa aprire un’altra per costruire qualcosa che profuma di cielo. A pranzo siamo stati accolti a Dianra Village da padre Stefano Camerlengo. Con lui ci siamo raccolti accanto a padre Matteo: lo abbiamo ricordato in preghiera e anche io, senza averlo conosciuto, ho potuto commuovermi alle parole di chi ha avuto la gioia di incontrarlo… riuscendo a percepirne l’amore, a sentirmi abbracciata.
Siamo poi arrivati a Dianra con il benvenuto di padre Albert dall’Uganda e Swai dal Kenya, e di tutta la comunità. Ogni giorno ci accorgiamo di quanto siamo fortunati ad essere qui.

Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi (Mt 9, 35) (Giulia) – 30.12.2025
Oggi abbiamo camminato tra le strade polverose di Dianra, tra gli sguardi curiosi e accoglienti delle persone che vivono qui.
È una vita completamente diversa, la loro, un ritorno ad una realtà essenziale.
È un’esperienza forte: dipende tutto dagli occhi con cui si guarda qualcosa. Qui tutti ci osservano mentre passiamo, accennano un saluto, sorridono quando rispondiamo con uno stentato «bonjour».
Tutti ci accolgono, anche se siamo quelli fuori posto, e ci offrono più di quello che hanno.

Fine e inizio (don Mirco) – 01.01.2026
I giorni passati sono stati all’insegna della festa e della condivisione, pieni di gioia e molto caldi.
Il 31 mattina ci siamo presi un momento di preghiera personale per affidare l’anno al Signore, poi abbiamo fatto qualche lavoretto e una visita al centro sanitario.
Abbiamo concluso il 2025 con la veglia a Dianra Village seguita da balli, canti e delizie ivoriane.
Il primo dell’anno, invece, siamo stati ospiti del prefetto e di sua moglie Charlotte a Dianra: che pranzo di festa!
La serata si è conclusa passeggiando per il quartiere intorno alla missione, pregando il rosario come amava fare padre Matteo, nella pace.
Accolti a Sissedougou (Beatrice) – 02.01.2026
Le parole migliori per raccontare la visita di oggi al villaggio di Sissedougou sono quelle di cui ci ha fatto dono provvidenziale padre Matteo (da un suo quaderno spirituale scritto a Modjo, Etiopia, nel settembre 2004): «È palpabile il senso di Dio che ha questo popolo radunato per ascoltare, celebrare, cantare, pregare. Un popolo che esprime se stesso quando prega. E senza alcuna fretta».
«La moitié de la route» (Giacomo) – 04.01.2026
Ieri la giornata è iniziata a Dianra Village con la messa, seguita da ore operose, diversi incontri e una bellissima messa serale nel villaggio di Faraba.
Oggi abbiamo festeggiato l’Epifania a Dianra con tutta la comunità, travolti dalla bellezza dei balli e dei canti.
In tutte queste occasioni le persone che abbiamo incontrato ci hanno donato «la moitiè de la route», la metà della strada, con l’augurio di poter andare e poi ritornare per incontrarci ancora.

Nuova tappa (don Mirco) – 05.01.2026
Il viaggio dal Nord al Sud del Paese è stato piuttosto lungo. Diciamo che la viabilità non è il punto forte della Costa d’Avorio!
Lungo la strada ci siamo fermati vicino Kannawolo sul luogo dell’incidente di padre Matteo per un ricordo e una preghiera: anche qui la sua vita sta seminando missione.
All’ora di cena, abbiamo raggiunto la nuova comunità Imc di Sago, con padre Celestino dal Tanzania e padre Lucien dal Congo.
Il cielo terso, le cicale, e l’umidità elevatissima ci accompagnano nel riposo notturno.
Sotto lo stesso cielo, di stelle (Beatrice) – 06.01.2026
Stasera a lume di candela (perché l’elettricità non è sempre scontata!) si vedono un sacco di stelle dopo la breve pioggia rinfrescante di oggi pomeriggio!
Oggi è stata una giornata ricca di nuove conoscenze e scoperte qui a Sago, in questa comunità che ci ha accolto e in cui ci sentiamo già a casa: la scuola della missione, gli insegnanti, i tanti bambini e ragazzi e il centro «Internat», dove alcuni giovani che vengono dai villaggi sono accolti per continuare gli studi, e vengono accompagnati da figure di riferimento.
Ora et labora, et gioca (Saba) – 08.01.2026

Oggi è stata una giornata lunga e intensa qui a Sago, tra giochi, lavori artistici e commissioni in moto con padre Lucien.
Dopo pranzo è arrivato un regalo inaspettato: una famiglia ha portato in dono ben tre galli e una capra in segno di gratitudine per il sostegno ricevuto da una famiglia dell’associazione Piccole stelle d’Africa di Ancona.
Siamo rimasti tutti sorpresi da questi regali: noi che a volte ci limitiamo a donare il superfluo anziché del nostro meglio.
Abbiamo concluso la giornata accolti dai ragazzi e dalle ragazze dell’Internat per un pomeriggio di giochi e risate, ricevendo molta più gioia di quanta potevamo solo immaginare di dare.
Robe grosse (Giacomo) – 09.01.2026
Le giornate di ieri e oggi sono state occasione per conoscere al meglio la missione di Sago, in particolare la bellezza delle opere di consolazione messe in atto dai missionari, come la scuola materna, l’Internat e la piantagione di palma da olio.
Il tempo è trascorso nella condivisione, tra lavoretti e impegni vari che ci hanno fatto sentire tutti a casa, con tanto di pizza e parmigiana.
Tra sorrisi, giochi, risate condivise, con i piccoli e con i padri abbiamo toccato con mano la bellezza delle cose semplici e concrete che illuminano i cuori.
A (non) conclusione (don Mirco) – 11.01.2026
Fra qualche ora saremo nelle nostre case. Con il canto del vespro possiamo dire che «mentre scende l’ombra e il silenzio sulle fatiche umane», nel nostro cuore non si offusca la certezza di aver vissuto qualcosa di profondamente bello e intenso.
Per ora non abbiamo altre parole se non «grazie», al Padre e ai padri della Consolata.
PS: abbiamo perso nuovamente i bagagli. Si vede che dobbiamo ancora imparare a viaggiare leggeri.
Grazie! (Daniela)
Quanta gratitudine resta nel cuore ora che siamo a casa.
Ringraziamo i padri della Consolata per averci accolti e averci permesso di vivere questo tratto di strada missionaria accanto a loro, volti vivi e quotidiani di un Dio amante degli uomini. Tanto amante da cercarli fin nel villaggio più piccolo e lontano.
A padre Stefano guida sicura e appassionata della delegazione ivoriana, ai padri di Marandallah, volti accoglienti e fraterni, ai giovani padre Albert, padre Lucien e Swai, che ci hanno donato amicizia, ascolto, gioia di stare insieme, a padre Celestino con il suo cuore sempre giovane e coraggioso e a padre Ariel che, pur lontano, ci ha seguiti, incoraggiati, e ha preparato le vie della missione.
Grazie ai giovani amici missionari, che si sono lasciati infiammare il cuore!
Adesso è il tempo di andare sulle strade che il Signore ci dona di percorrere ogni giorno, membra vive della Chiesa.
«Tu sei una missione per questa terra» (EG 273), ma nessuno può infiammare se prima non è il suo cuore ad ardere, come diceva padre Matteo citando san Allamano. E allora teniamo viva la fiamma gioiosa e calda, caldissima, di questi giorni.
Giacomo, Bea, Giulia, Saba, don Mirco e Daniela
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Daniela Giuliani
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