Una traccia di preghiera per la conversione alla pace nel tempo di Quaresima, aiutati dalle parole di Papa Leone XIV scritte per la giornata mondiale della pace.
Il luogo della preghiera sarà raccolto e immerso nella penombra. Ciascun partecipante riceverà una candela spenta.
Si pone una candela accesa in un punto centrale.
Tutti. Nel nome del Padre, del figlio, dello Spirito Santo.
Canto. Hevenu Shalom Aleichem.
Guida. Per la giornata mondiale della pace del 1 gennaio 2026, Papa Leone XIV ha scritto un messaggio che ruota attorno alle parole di pace pronunciate da Gesù prima della passione e dopo la risurrezione. Un messaggio ottimo anche per una quaresima di conversione che ci prepari alla Pasqua.
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace», dice Gesù ai discepoli nel cenacolo, prima di uscire nell’orto degli ulivi, in Gv 14,27. «Pace a voi», dice il Risorto ai discepoli in Gv 20,19.
Preghiamo con le parole del vescovo di Roma.
Lettore 1. «”Pace a voi” è la […] Parola [di Gesù risorto] che non soltanto augura, ma realizza un definitivo cambiamento in chi la accoglie e così in tutta la realtà. Per questo i successori degli Apostoli danno voce ogni giorno e in tutto il mondo alla più silenziosa rivoluzione: “La pace sia con voi!”».
Lettore 2. «Questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente».
Lettore 1. Dal Vangelo di Giovanni (20,19-22): «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. […] Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco. Alzatevi, andiamo via di qui».
Lettore 2. Dal Vangelo di Giovanni (20,19-23) «La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo”».
Silenzio.
Guida. «Ad aver vinto la morte e abbattuto i muri di separazione fra gli esseri umani (cfr. Ef 2,14) è il Buon Pastore […] Cristo, nostra pace», prosegue il messaggio del papa.
Lettore 1. «La sua presenza, il suo dono, la sua vittoria riverberano nella perseveranza di molti testimoni, per mezzo dei quali l’opera di Dio continua nel mondo, diventando persino più percepibile e luminosa nell’oscurità dei tempi».
Lettore 2. «Il contrasto fra tenebre e luce, infatti, non è soltanto un’immagine biblica per descrivere il travaglio da cui sta nascendo un mondo nuovo: è un’esperienza che ci attraversa e ci sconvolge in rapporto alle prove che incontriamo, nelle circostanze storiche in cui ci troviamo a vivere. Ebbene, vedere la luce e credere in essa è necessario per non sprofondare nel buio».
Canone. Tu sei sorgente viva.
Segno. Uno per volta, i partecipanti vanno ad accendere la propria candela.
Una volta accese tutte le candele, vengono accese anche le luci del luogo della preghiera.
Lettore 1. «La pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince.
La pace ha il respiro dell’eterno […]. In questo orizzonte ci ha introdotti il Risorto. In questo presentimento vivono le operatrici e gli operatori di pace che […] ancora resistono alla contaminazione delle tenebre, come sentinelle nella notte».
Lettore 2. «Il contrario, cioè dimenticare la luce, è purtroppo possibile: si perde allora di realismo, cedendo a una rappresentazione del mondo parziale e distorta, nel segno delle tenebre e della paura. Non sono pochi oggi a chiamare realistiche le narrazioni prive di speranza, cieche alla bellezza altrui, dimentiche della grazia di Dio che opera sempre nei cuori umani, per quanto feriti dal peccato. Sant’Agostino […] indirizzandosi alla sua comunità, così scriveva: “Se volete attirare gli altri alla pace, abbiatela voi per primi; siate voi anzitutto saldi nella pace. Per infiammarne gli altri dovete averne voi, all’interno, il lume acceso».
Guida. «[…] Cari fratelli e sorelle, apriamoci alla pace! Accogliamola e riconosciamola, piuttosto che considerarla lontana e impossibile. Prima di essere una meta, la pace è una presenza e un cammino.
Seppure contrastata sia dentro sia fuori di noi, come una piccola fiamma minacciata dalla tempesta, custodiamola senza dimenticare i nomi e le storie di chi ce l’ha testimoniata. È un principio che guida e determina le nostre scelte. Anche nei luoghi in cui rimangono soltanto macerie e dove la disperazione sembra inevitabile, proprio oggi troviamo chi non ha dimenticato la pace.
Come la sera di Pasqua Gesù entrò nel luogo dove si trovavano i discepoli, impauriti e scoraggiati, così la pace di Cristo risorto continua ad attraversare porte e barriere con le voci e i volti dei suoi testimoni. È il dono che consente di non dimenticare il bene, di riconoscerlo vincitore, di sceglierlo ancora e insieme».
Silenzio.
Preghiere spontanee. Ciascuno può esprimere una propria preghiera. A ogni intenzione tutti rispondono: «Ascoltaci Signore».
Tutti.
Signore, fa di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa ch’io porti amore,
dove è offesa, ch’io porti il perdono,
dove è discordia, ch’io porti la fede,
dove è l’errore, ch’io porti la verità,
dove è la disperazione, ch’io porti la speranza.
Dove è tristezza, ch’io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch’io porti la luce.
Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
ad essere compreso, quanto a comprendere;
ad essere amato, quanto ad amare.
Poiché è dando, che si riceve;
perdonando che si è perdonati;
morendo che si risuscita a Vita Eterna.
Tutti. Padre nostro
Canto. Pace sia pace a voi.
Luca Lorusso
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