Slow page dei Missionari della consolata

04 Atti degli apostoli. Cos’è la Chiesa?

L'identikit della Chiesa delle origini

Identikit della Chiesa (At 2,1-47)

Mi piace riassumere il vasto contenuto del secondo capitolo di Atti sotto questo titolo: identikit della Chiesa, oppure Cos’è la Chiesa?, ed ecco la risposta: la Chiesa è: a) una comunità nata dallo Spirito (2,1-12 la Pentecoste); b) una comunità che annuncia il vangelo della risurrezione di Gesù (2,14-36 il discorso di Pietro); c) una comunità che vive la comunione (2,42-47).

La Pentecoste (2,1-13)

1Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
5Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. 6A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: “Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? 8E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? 9Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, 10della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, 11Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio”. 12Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l’un l’altro: “Che cosa significa questo?”. 13Altri invece li deridevano e dicevano: “Si sono ubriacati di vino dolce”.

La Pentecoste era la seconda grande festa giudaica, cinquanta giorni dopo la Pasqua. In essa i Giudei ringraziavano il Signore per il dono della mietitura. La festa giudaica della Pentecoste fa da sfondo all’evento dell’effusione dello Spirito Santo sui Dodici.
Pentecoste segna il battesimo della Chiesa, comunità abitata dallo Spirito Santo. Questo racconto si può suddividere in tre parti:

  • * l’evento (2,1-4);
  • ** l’assemblea dei popoli (2,5-11);
  • *** la sorpresa e meraviglia degli uditori (2,12-13).

*L’evento (2, 1-4) è descritto con elementi simbolici che cercano di dire l’indicibile. Si tratta di suoni (fragore, vento forte) visioni (lingue di fuoco) per indicare la realtà (lo Spirito Santo) e gli effetti di questa realtà (cominciano a parlare altre lingue, cf la teofania del Sinai in Es 19, 16-19: «vi furono tuoni, lampi. Suono di corno, il popolo fu scosso da tremore»).

**L’assemblea dei popoli (2,5-11) simbolizzata dalla varietà degli abitanti che si trovano a Gerusalemme e che provengono dalla diaspora. Si realizza la visione di Is 2,1-3: tutti i popoli vengono a Gerusalemme ad ascoltare la Parola del Signore e la capiscono, al contrario di quanto era successo a Babele in Gen 11,9. Attraverso lo Spirito il messaggio cristiano (che è amore) può essere capito da tutti i popoli, i quali, pur con le loro differenze, possono vivere insieme. Il significato della Pentecoste: lo Spirito Santo è la forza della Chiesa, il messaggio cristiano è universale, destinato a tutti i popoli. A Pentecoste gli Apostoli annunciano la grandi opera del Signore e vengono capiti.

***La sorpresa e la meraviglia degli uditori/spettatori (2,12-13) tutti erano stupefatti e perplessi: «cos’è questo? sono ubriachi?». Questa perplessità crea curiosità e aspettativa e così fa da introduzione psicologica al discorso di Pietro che spiega di cosa si tratta.

Discorso di Pietro (2,14-36)

Questo discorso è molto importante perché è il primo discorso “missionario” in cui gli apostoli (Pietro e gli Undici) rendono testimonianza della risurrezione di Gesù (1,8). Questo discorso presenta lo schema della prima predicazione (kerygma) rivolta agli Ebrei che consiste in tre passaggi:

  • * citazione di un testo dell’AT (2,17-21);
  • ** dimostrazione che Gesù di Nazaret ha compiuto l’AT (2,22-31);
  • ***invito alla conversione (2,32-41).

Questi tre elementi sono interconnessi, al centro c’è l’annuncio (kerygma) su Gesù (2,29-32).

Il discorso di Pietro alla folla (2,14-36)


14Allora Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò a loro così: “Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole. 15Questi uomini non sono ubriachi, come voi supponete: sono infatti le nove del mattino; 16accade invece quello che fu detto per mezzo del profeta Gioele:

17 Avverrà: negli ultimi giorni – dice Dio -
su tutti effonderò il mio Spirito;
i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, 
i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno sogni. 
18 E anche sui miei servi e sulle mie serve
in quei giorni effonderò il mio Spirito
ed essi profeteranno.
19 Farò prodigi lassù nel cielo
e segni quaggiù sulla terra,
sangue, fuoco e nuvole di fumo.
20 Il sole si muterà in tenebra
e la luna in sangue,
prima che giunga il giorno del Signore, 
giorno grande e glorioso.
21 E avverrà:
chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.

22Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene -, 23consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. 24Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. 25Dice infatti Davide a suo riguardo:

Contemplavo sempre il Signore innanzi a me;
egli sta alla mia destra, perché io non vacilli.
26 Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua,
e anche la mia carne riposerà nella speranza,
27 perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi
né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione.
28 Mi hai fatto conoscere le vie della vita,
mi colmerai di gioia con la tua presenza.

La risurrezione del Messia (il Santo v 27) preannunciata da Davide (Sal 16) si realizza nella risurrezione di Gesù:

29Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. 30Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, 31previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione.
32Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. 33Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. 34Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice:

Disse il Signore al mio Signore:
siedi alla mia destra,
35 finché io ponga i tuoi nemici
come sgabello dei tuoi piedi.

36Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso”.
37All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”. 38E Pietro disse loro: “Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. 39Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro”. 40Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: “Salvatevi da questa generazione perversa!”. 41Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

Analisi del Discorso:

a. introduzione solenne (vv 15-16) non sono ubriachi ma si stanno realizzando le profezie;

b. due citazioni dell’AT che si adempiono attraverso Gesù:

  • * Gl 3,1-5 sta avverandosi a Pentecoste: giovani e vecchi, figli e figlie profetizzano e invocano il Signore, cioè riconoscono Gesù come Signore;
  • **Sal 16,8-11: Davide aveva preannunciato la risurrezione che si è realizzata in Gesù (vv. 29-31): questo Gesù Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni (v 32). Si realizza anche il Sal 110,1: «disse il Signore al mio Signore, siedi alla mia destra».

c. grande annuncio «sappia dunque Israele che Dio ha costituito Signore (kyrios) e messia (christos) quel Gesù che voi avete crocifisso (v, 36): attraverso la risurrezione, Gesù è stato fatto/costituito Signore, quello di cui parla il salmo 110, e messia, quello cui si riferisce il sal 16.

d. conclusione: convertitevi e fatevi battezzare (vv. 37-38). Il numero dei convertiti, la Chiesa cresce (v. 41).

Vita della prima comunità cristiana (2,42-47)

42Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. 43Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 44Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; 45vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, 47lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Questo è un quadro ideale non solo della prima comunità cristiana di Gerusalemme ma di ogni comunità cristiana di tutti i tempi. Evidenzia infatti le caratteristiche permanenti della Chiesa basate su quattro pilastri: l’insegnamento degli Apostoli, la comunione/koinonia; lo spezzare il pane e la preghiera.

di Mario Barbero

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Mario Barbero

Padre Mario Barbero, missionario della Consolata, nato nel 1939, è stato a Roma durante il Concilio, poi in Kenya, negli Usa, in Congo RD, in Sudafrica e ora di nuovo in Italia. Formatore di seminaristi, ha sempre amato lavorare con le famiglie tramite l’esperienza del Marriage Encounter (Incontro Matrimoniale).
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Padre Mario Barbero, missionario della Consolata, nato nel 1939, è stato a Roma durante il Concilio, poi in Kenya, negli Usa, in Congo RD, in Sudafrica e ora di nuovo in Italia. Formatore di seminaristi, ha sempre amato lavorare con le famiglie tramite l’esperienza del Marriage Encounter (Incontro Matrimoniale).