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Comunicare speranza

Una scheda per organizzare un incontro con un gruppo sul tema dell'uso dei media.

Foto CC da Aurdur/Flickr.com

Il 28 maggio si celebra la giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Ecco uno schema per organizzare un incontro sul tema dell’informazione e dell’uso dei media alla luce dei dati più recenti e del messaggio del papa.

Durata dell’incontro: 2h circa.
Destinatari: massimo 30 persone, dai 14 anni.
Materiale: quotidiani, post-it o scotch di carta, cartelloni, pennarelli, pc e proiettore.

Il messaggio di papa Francesco per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali, intitolato «Non temere, perché io sono con te» (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo è un invito rivolto agli operatori dei media a raccontare la storia del mondo e le storie degli uomini e delle donne secondo la logica della «buona notizia» che ricorda come Dio mai rinunci a essere Padre, in nessuna situazione. È un invito rivolto anche a tutti noi che usiamo i media e che comunichiamo a nostra volta con smartphone, tablet, social media, affinché comunichiamo fiducia e speranza.

Il Gioco delle notizie
Foto CC da Nicolas Nova/Flickr.com

All’inizio dell’attività l’animatore spiega come il papa, nel messaggio di quest’anno, dica di sognare una comunicazione «costruttiva che nel rifiutare i pregiudizi verso l’altro, favorisca una cultura dell’incontro, grazie alla quale si possa imparare a guardare la realtà con consapevole fiducia». Dopo questa introduzione, divide i ragazzi in gruppi di 3-5 persone. A ciascun gruppo affida una copia di un quotidiano, avendo avuto cura di scegliere quotidiani con orientamenti differenti: ad esempio «Avvenire», «il Giornale», «il corriere della sera», «la Repubblica», «il Fatto Quotidiano», «Libero».
Assieme al quotidiano, l’animatore da’ ai ragazzi un blocchetto di post-it, o un rotolo di scotch di carta con un pennarello. La consegna è di cercare le «buone notizie» e di segnarle con un post-it (o un pezzo di scotch) su cui i ragazzi disegnagno un emoticon sorridente.
Se nella ricerca trovano delle «cattive notizie» – quelle che, secondo il papa, causano un sentimento di malumore e di rassegnazione, che gettano nell’apatia, ingenerando paure o l’impressione che al male non si possa porre limite – le segnalano con dei post-it su cui disegnano un emoticon triste.
L’animatore lascia ai ragazzi circa 20 minuti per la ricerca delle notizie. Può essere utile circoscrivere la ricerca solo ad alcune pagine, per esempio solo a quelle di politica estera, o alle sole notizie sul tema migranti, e così via.
Al termine della ricerca, ogni gruppo illustra molto brevemente agli altri cosa ha trovato.
L’animatore guida la condivisione del lavoro fatto, e la riflessione in modo da evidenziare anche la differenza di approccio che ci può essere in diversi giornali su una stessa notizia, e cerca di far emergere quale testata riporta il maggior numero di buone notizie; quale ha un’impostazione più allarmista; quale fa maggiore leva su rabbia e indignazione; quale stimola maggiormente alla riflessione razionale, e così via.

Gli occhiali giusti

Il papa si chiede da dove si possa partire per leggere la realtà con «occhiali» giusti.
Nel suo messaggio ricorda l’importanza di scegliere la giusta modalità per interpretare gli avvenimenti e selezionarli secondo un sano discernimento, affinché di essi possa esserne comunicata giusta notizia.
Il paio di occhiali migliore, indica il papa, è quello della Buona Notizia di Gesù. Egli, che nasce e poi dona la vita per tutti gli uomini, è immagine del Padre che ama ciascuno e nessuno abbandona a se stesso. In Gesù «anche le tenebre e la morte diventano luogo di comunione con la Luce e la Vita. Nasce così una speranza, accessibile a chiunque, proprio nel luogo in cui la vita conosce l’amarezza del fallimento. La buona notizia, che è Gesù stesso, non è buona perché priva di sofferenza, ma perché in Lui anche la sofferenza è vissuta in un quadro più ampio, quello dell’amore del Padre.
È attraverso questa fenditura che passa una luce nuova, secondo cui «ogni nuovo dramma che accade nella storia del mondo diventa anche scenario di una possibile buona notizia, dal momento che l’amore riesce sempre a trovare la strada della prossimità e a suscitare cuori capaci di commuoversi, volti capaci di non abbattersi, mani pronte a costruire».
Comunicare una Buona Notizia in ogni notizia è una scelta che può cambiare davvero il modo di intendere gli avvenimenti.

Informazione e giovani
Foto CC da Pabak Sarkar/Flickr.com

Dopo il gioco delle notizie e la riflessione, l’animatore pone qualche domanda ai ragazzi che si dividono di nuovo, per 15 minuti, in gruppo per discuterne.

– Con quale frequenza vi informate?
– Quali strumenti usate per cercare informazioni e notizie (giornali, tg, radio, giornali on line, facebook, motori di ricerca, altri social…)?
– Quali notizie vi interessano di più?

Dopo lo scambio nei gruppi, un portavoce per ciascun gruppo condivide con gli altri quello che si è condiviso all’interno del gruppo piccolo. L’animatore aiuta i ragazzi a riflettere in plenaria su quanto emerso nei gruppi.

Internet: conoscenza e spazzatura

L’animatore legge (o spiega con parole sue) i due articoli indicati di seguito, intervallati da un breve video.

1- Internet: scrigno di conoscenza e bidone della spazzatura.

«La ricchezza del sapere e delle informazioni disponibili su Internet è immensa e grandi e piccini ne beneficiano tanto per la scuola o il lavoro quanto nel tempo libero, ad esempio consultando gli orari dei mezzi di trasporto pubblici, informandosi sulle manifestazioni che li interessano o tenendosi aggiornati sulle ultime novità musicali. Oltre ai portali video, per la ricerca in rete i giovani utilizzano i tradizionali motori di ricerca (p. es. Google), il Web 2.0, dove cercano ad esempio notizie […] su loro amici o persone appena conosciute. Altre fonti di informazione sono per loro le piattaforme enciclopediche e divulgative, come Wikipedia. […].
Grazie ai motori di ricerca e alle reti sociali, la ricerca di informazioni si è alquanto semplificata. Purtroppo però spesso non è dato sapere quanto siano seri i documenti che le contengono: sul Web chiunque ha la possibilità di pubblicare quello che vuole, ragion per cui le informazioni che vi circolano possono anche essere errate. Per questo motivo è importante verificarne sempre le fonti. Gli stessi dubbi valgono anche per la legalità e l’adeguatezza ai minori dei contenuti della Rete. I filtri famiglia e i motori di ricerca per bambini, che visualizzano solo siti adatti ai più piccoli, offrono un’utile protezione parziale, ma non sono certo in grado di verificare la correttezza dei contenuti: è sempre necessario quindi mantenere uno sguardo critico. […]».

(L’articolo completo su: www.giovaniemedia.ch)

2- Video: Pillole di scienza sul canale Youtube Frascatiscienza.

3- Andrea Biondi, I giovani si informano in Rete, boom dei social network.

L’articolista illustra i risultati di una ricerca da cui emerge che i giovani sono molto interessati al mondo dell’informazione. Gli strumenti da loro utilizzati sono, sempre più, i media digitali e i social media, benché rimangano abbastanza presenti anche quelli tradizionali. L’articolo è reperibile su, ilsole24ore.com, con data 23 maggio 2015.

I social media

Dopo la lettura dei due articoli e la visione del video, l’animatore legge l’incipit del messaggio del papa: «L’accesso ai mezzi di comunicazione, grazie allo sviluppo tecnologico, è tale che moltissimi soggetti hanno la possibilità di condividere istantaneamente le notizie e diffonderle in modo capillare. Queste notizie possono essere belle o brutte, vere o false. Già i nostri antichi padri nella fede parlavano della mente umana come di una macina da mulino che, mossa dall’acqua, non può essere fermata. Chi è incaricato del mulino, però, ha la possibilità di decidere se macinarvi grano o zizzania. La mente dell’uomo è sempre in azione e non può cessare di “macinare” ciò che riceve, ma sta a noi decidere quale materiale fornire […]».

Crea un post

L’animatore propone ai gruppi di preparare in 10 minuti un post come se dovessero condividere qualcosa con un loro commento sui loro profili personali di Facebook. Verranno usate fonti diverse per ciascun gruppo: un gruppo ad esempio simulerà la condivisione di un articolo di cronaca preso da ansa.it; un altro la condivisione di un post di Matteo Salvini sui Rom o sui migranti; un altro un post di Medici senza Frontiere, e così via.
Dopo aver preparato il post, ogni gruppo lo illustra agli altri. L’animatore stimola i ragazzi a riflettere sull’efficacia del messaggio, e sulle possibili conseguenze della condivisione dei loro post.
Conclude con l’invito all’uso responsabile dei media digitali: informarsi da fonti attendibili, comunicare facendo attenzione alle possibili conseguenze.

di Chiara Viganò e Deborah Corti

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