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Luca 10. La chiamata dei primi discepoli

La pesca miracolosa: capovolgimenti di prospettive.

Lc 5,1-11: «Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
 Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: "Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca". Simone rispose: "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti". Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: "Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore". Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: "Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini". E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono».

I vangeli di Matteo (4,18-22), Marco (1,16-20), Giovanni (1,35-42) raccontano la chiamata dei primi discepoli, pescatori di Galilea, all’inizio della vita pubblica di Gesù. Si tratta di due coppie di fratelli, Andrea e Simone, Giacomo e Giovanni, pescatori sul lago di Gennezaret in Galilea.
Luca però vi dedica una scena più elaborata nella quale vi sono tre elementi:
a)    Descrizione dei luoghi e una predicazione di Gesù (5,1-3) che richiama Mc 4,1-2 e 1,16-19;
b)    La storia di una pesca miracolosa (5,4-10) che è simile a Gv 21,4-11;
c)    La chiamata di Simone (5,10b-11) simile a Mc 1,17-20;
La vocazione dei primi discepoli viene inquadrata nell’attività di Gesù che predica e compie miracoli e così rende più verosimile la loro risposta alla chiamata. I primi discepoli non hanno seguito Gesù appena l’hanno incontrato. Dai vari racconti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, pur stilizzati e senza tanti dettagli, si deduce che la chiamata e la decisione di lasciare tutto e seguirlo venne progressivamente, dopo averlo ascoltato predicare ed aver visto le sue azioni, soprattutto i suoi miracoli.
Pur menzionando anche gli altri discepoli, il racconto di Luca ruota attorno a Simon Pietro. Il ruolo speciale che avrà Simone nel gruppo dei discepoli è già evidenziato nello scegliere la sua barca come “pulpito” da cui Gesù predica alla folla (5,3). Mentre forse Simone si sente onorato dal fatto che Gesù sia salito sulla sua barca, si sente spiazzato quando, terminato il suo insegnamento, Gesù gli propone di prendere il largo e buttare le reti. Simone e i suoi amici vengono infatti da una notte di lavoro faticoso e senza frutto sul lago: “abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla”. Dopo l’esperienza del fallimento, risalta ancor più il coraggio di Simone che decide di gettare le reti sulla parola di Gesù “sulla tua parola getterò le reti”.
Simone era un pescatore esperto, aveva lavorato intensamente la notte, il tempo più favorevole per la pesca, ed ora si trova di fronte alla proposta quasi illogica di Gesù: buttare le reti in pieno giorno. Proprio per questo la sua risposta di fede è ancor più significativa “sulla tua parola getterò le reti”, è un grande atto di fiducia nel Maestro.
Questa fiducia viene corrisposta con una pesca strepitosamente abbondante. Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Di fronte a questo evento inaspettato e grandioso Pietro scopre in Gesù una potenza straordinaria e allo stesso tempo la sua propria identità di peccatore: "Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore. La potenza di Gesù fa risaltare la peccaminosità di Pietro, ma Gesù non fa caso alle parole di Pietro, bensì lo lancia in un’inedita avventura: “Non temere d’ora in poi sarai pescatore di uomini".
"È un rovesciare la situazione. Prima, di un Pietro un po’ borioso e pieno di sé, Gesù ha fatto un uomo che ha saputo buttarsi nella fiducia; poi di quest’uomo fiducioso ha fatto un uomo che ha saputo riconoscere spontaneamente la propria povertà; ora di quest’uomo umiliato nella sua povertà, fa un uomo caricato della sua fiducia. Ecco cosa vuol dire sperimentare la potenza di Dio, ecco la formazione dell’evangelista, colui che viene formato dalle mirabili trasformazioni che la potenza di Dio opera su di noi rovesciando le situazioni umane” (Card. Martini).
Il racconto si concentra su Simon Pietro, ma la decisione finale riguarda tutti i discepoli pescatori (Andrea, fratello di Simone qui non è menzionato per nome) che lasciano tutto e seguono Gesù.

Conclusione
Sui dati della tradizione che raccontano la vocazione dei primi discepoli di Gesù attorno al lago di Galilea, Luca costruisce una scena ben articolata e centrata sulla persona di Simon Pietro, il quale:
– è sempre chiamato Simone (vv. 1 ,4,  5, 10) eccetto al v.8 che lo chiama “Simon Pietro”, il che presuppone il fatto che Gesù gli ha cambiato nome (Mt 16,18; Gv 1,42);
– Simone ha già ascoltato precedentemente l’insegnamento di Gesù e ne è stato colpito e perciò lo chiama “Maestro” (v. 5);
– la pesca miracolosa è la risposta alla fede eroica di Pietro il quale pur avendo faticato inutilmente tutta la notte, si fida di Gesù: “sulla tua parola getterò le reti” (v.5);
– lo stupore (thambos, v.9) è all’origine della decisione di Pietro e degli altri discepoli di accogliere la proposta di Gesù di essere pescatori di uomini e perciò di lasciar tutto e seguirlo.

Mario Barbero

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Mario Barbero

Padre Mario Barbero, missionario della Consolata, nato nel 1939, è stato a Roma durante il Concilio, poi in Kenya, negli Usa, in Congo RD, in Sudafrica, in Italia e ora, dall'inizio del 2020, di nuovo in Sudafrica. Formatore di seminaristi, ha sempre amato lavorare con le famiglie tramite l’esperienza del Marriage Encounter (Incontro Matrimoniale).

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Padre Mario Barbero, missionario della Consolata, nato nel 1939, è stato a Roma durante il Concilio, poi in Kenya, negli Usa, in Congo RD, in Sudafrica, in Italia e ora, dall'inizio del 2020, di nuovo in Sudafrica. Formatore di seminaristi, ha sempre amato lavorare con le famiglie tramite l’esperienza del Marriage Encounter (Incontro Matrimoniale).

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